Sicuramente doveva e poteva finire meglio, ma ridurre tutto all’ultimo anno e mezzo, oppure facendo solo polemiche, è decisamente sbagliato. E non è neanche giusto per quanto visto e fatto da Theo Hernandez sul campo.
Perché Theo Hernandez è quello delle sgroppate senza fine e chi ti facevano tenere il fiato sospeso ogni volta, dei gol belli e pesanti, come quello a Parma quando il vento era contro, oppure ancora all’Udinese con quel tiro al volo da fuori che solo pochi eletti possono fare, ed ancora della testata allo scadere nel match pre-natalizio con la Lazio. E poi ancora del gol all’Atalanta, il timbro definitivo sul tricolore del Milan, che ha fatto commuovere tutti, per potenza, tecnica e precisione.
Theo era questo: un mix di esplosività, tecnica e potenza, bello da vedere e che gasava tanto, il classico giocatore che quando è tuo, te lo godi appieno, e quando è contro lo odi a morte, perché sai che comunque sei di fronte ad un numero uno. Appunto quello che è stato Theo Hernandez per molto tempo nella sua esperienza rossonera.
Ci mancherai tanto, perché quelle sgroppate non erano solo calcio, ma pura libidine per gli occhi e il cuore rossonero.
Caro Theo, è stato bello, a tratti entusiasmante e ti abbiamo goduto appieno, adesso però non ci resta che salutarti e augurarti buona fortuna.




